RETRIBUZIONE

 

Ormai dal Ministero Lavoro le OO.SS. alla Confindustria sono tutti concordi nell'affermare che i salari sono troppo bassi. Ciò compromette sia la percezione di sicurezza delle persone e delle famiglie che il mercato dei consumi. Se non ci sono soldi nessuno spende e l'economia muore. I nostri salari sono fermi da molti anni e i minimi sindacali, o tabellari, avanzano con una lentezza tale che dovremo aspettare un altro secolo affinché corrispondano con le nostre paghe di fatto. Il buon senso di tutte le parti chiamate in causa al tavolo del rinnovo del contratto dovrebbe far riconsiderare i limiti dell'accordo del  23 luglio 1993. Perché di “accordo” e non di legge appunto si tratta. Quindi superabile di comune accordo.

Ci sembra innanzitutto limitante parlare di adeguamento alle paghe di fatto, che sono assolutamente inadeguate rispetto al crescente aumento del costo della vita; e del giro di affari che la fiction televisiva e il cinema rappresentano per i nostri produttori.

Dovremmo quindi ragionare seriamente su nuovi livelli minimi salariali.

Non crediamo che la proposta delle OO.SS. di inserire il superminimo a fianco dei minimi sindacali, all'interno del contratto di lavoro sia una buona soluzione. Questo meccanismo di adeguamento  renderebbe difficile trattare la paga ulteriormente: si dovrebbe parlare di superminimo del superminimo.

Innalzando i minimi salariali, avvicinandoli alle nostre paghe di fatto, riporta la competitività tra i lavoratori su principi di competenza e professionalità, non più sul ribasso delle nostre paghe.

 

Minimi salariali

 

Scarica pdf tabelle salariali e golden hours

 

Nella tabella che segue si vuole evidenziare come i minimi salariali per tutti i livelli contrattuali non sono stati rivalutati secondo i parametri di inflazione, come invece vorrebbe il famoso accordo del luglio 1993. La prima colonna contiene i minimi salariali come rivalutati nel rinnovo della parte economica che ci fu nel 1991. La seconda contiene gli attuali minimi salariali e la terza  mostra come dovrebbero essere oggi i minimi salariali secondo l’ applicazione dei parametri ISTAT. La quarta colonna mostra la differenza in euro fra i minimi salariali vigenti e quelli aggiornati secondo l’ISTAT. La quinta colonna la differenza percentuale tra l'attuale minimo salariale e quello che dovrebbe essere.

 

 

Minimi al 1991

in lire

 

Minimi correnti in €

 

Minimi rivalutati Istat al 2007 in €

Differenza in €

Differenza percentuale

1° livello

683.659

407,71

552,04

144,33

35,4%

2° livello

740.952

441,58

598,30

156,48

35,4%

3° livello

786.396

468,45

634,99

166,54

35,5%

4° livello

915.612

544,84

739,34

194,5

35,6%

5° livello

967.301

575,40

781,08

205,68

35,7%

6° livello B

1.029.961

612,45

831,67

219,22

35,8%

6° livello A

1.119.793

664,97

904,21

239,24

35,9%

7° livello

1.268.774

762,75

1024,51

261,76

36%